Virus A/H1N1. Cosa c’è da sapere per conoscerla e fronteggiarla
3 settembre 2009
Autore:
Monica Lacoppola
Sui giornali si moltiplicano le notizie dei casi italiani della nuova influenza che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nei prossimi mesi colpirà, in Europa, una persona su tre. La professoressa Maria Paola Landini ha curato un articolato decalogo sul virus
Cos’è il virus dell’influenza, come è nata, cos’è una pandemia, ma anche, in concreto, come si manifesta, qual è il periodo di incubazione, in quali casi è opportuno interpellare il medico e come la gravità dell’influenza può cambiare nel corso del tempo.
La professoressa Maria Paola Landini, docente di Microbiologia all’Alma Mater e direttore dell’Unità operativa di tale disciplina al Policlinico S. Orsola-Malpighi ha curato una serie di domande/risposte sulla nuova influenza. Si tratta di un'articolata e facilmente consultabile sintesi del materiale reso disponibile dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dal Center for Disease Control di Atlanta, dall’European Center for Disease Control di Stoccolma, dall'Istituto superiore della sanità italiano e dalla Regione Emilia-Romagna.
I virus responsabili dell’influenza appartengono alla famiglia delle Orthomixoviridae e si dividono in tre tipi. Quelli di tipo A circolano sia nell’uomo che negli animali. L'attuale è un ricombinante tra ceppi suini, un ceppo aviario e un ceppo umano che, non esistendo prima, può infettare tutta l'umanità producendo una pandemia. A differenza delle influenze stagionali le pandemie sono causate, ogni 20-30 anni, da sottotipi virali del tutto nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo. Oltre a quella che è in grado di provocare il virus A/H1N1 ci sono state altre pandemie nel secolo scorso. L’influenza spagnola nel 1918-19, l’asiatica nel 1957-58 e quella di Hong Kong del 1968-69. La prima fu particolarmente grave e portò alla morte 50 milioni di persone (il 2,5% della popolazione di allora).
In Italia finora la diffusione è stata abbastanza lenta, mentre gli stati maggiormente colpiti sono in Europa l’Inghilterra, la Spagna e la Germania.
Le modalità di trasmissione da uomo uomo non differiscono da quelle della normale influenza (via aerea) e anche il periodo di incubazione è simile (da 2 a 7 giorni). Per questo è molto importante lavarsi bene e spesso le mani, cercare di rimanere in complesso in uno stato di buona salute (dormire, essere fisicamente attivi, gestire lo stress, bere molti liquidi e mangiare cibi nutrienti), evitare folle e raduni di massa e il contatto con persone malate.
I sintomi sono febbre alta (oltre 38) accompagnata da cefalea, malessere generalizzato, sensazione di febbre e debolezza e da tosse, mal di gola o congestione nasale.
Se si contrae l’influenza occorre stare a riposo per una settimana o per tutto il periodo della febbre e almeno un giorno dopo la sua scomparsa e limitare i contatti con altri. Mangiare leggero, bere molto e ovviamente contattare il medico qualora, dopo alcuni giorni, i sintomi non dovessero attenuarsi.
Nel box a destra le domande riposte elaborate dalla prof. Landini