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Presidio anti-Moratti: il nuovo Ddl è ancora peggio

15 giugno 2005

Mentre a Roma si apre il dibattito alla camera sulla riforma dello stato giuridico della docenza, di fronte a Palazzo Poggi i ricercatori precari tornano a gridare il loro dissenso.
Letizia Moratti

Tornano i fantasmi della ricerca. I ricercatori precari dell’Università in lotta da tempo contro il disegno di legge del Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. In concomitanza con l’inizio della discussione del Ddl alla camera, i ricercatori bolognesi del coordinamento ricercatori universitari, della rete nazionale ricercatori precari e dell’associazione dottorandi hanno tenuto martedì 14 giugno un presidio davanti a Palazzo Poggi.

"Questo Ddl sta provocando la scomparsa della figura del ricercatore, diventeremo tutti precari", lamenta al megafono Anna Borghi, ricercatrice della facoltà di Psicologia di Bologna. Una trentina di persone, tra cui anche alcuni docenti, hanno manifestato contro l’ultima versione del decreto, affermando che "è ancora peggiore rispetto a prima.

In particolare, è scritto su un volantino, il nuovo testo "gerarchizza ulteriormente il sistema universitario, introducendo forme di valutazione periodiche per i docenti condotte dal personale di fascia superiore della stessa università, con facili ricadute in termini di ricattabilità".

I manifestanti hanno anche redatto un’invocazione all’università implorando San Precario: "San Precario, illumina le menti dei parlamentari, dai speranza a chi lavora, studia e insegna senza diritti né futuro".