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E se fosse di Bologna il primo studente Erasmus?

Forse non basterà per essere ammessi nel "Guinness dei primati", ma dato il ruolo storico svolto dal Progetto Erasmus nei suoi primi vent’anni di vita, non è del tutto ozioso domandarsi a chi debba andare il primato di "primo studente Erasmus della storia": il primo studente che riuscì a farsi riconoscere dalla propria università un esame sostenuto all’estero, secondo quanto previsto dal progetto.
Picci

"Ritengo di poter argomentare, lasciando al dubbio un margine modesto, che il primato vada ad uno studente dell’Università di Bologna: il sottoscritto". Si tratta di Lucio Picci, che oggi a Bologna è professore associato di econometria.

Professor Picci ci racconta su cosa si basa questo suo "primato"?
"Verso la metà degli anni 80, l’Azienda per il diritto allo studio organizzava alcuni scambi con università straniere, ai quali si poteva partecipare su base competitiva. Le sedi più ambite erano nel Regno Unito: Leeds, Hull e Brighton (Università del Sussex). In quegli anni, studente presso la facoltà di Scienze Politiche, cercai di sfruttare al meglio le opportunità di permanenza all’estero offerte. Trascorsi un mese ad Utrecht al termine del primo anno, un trimestre a Hull nel secondo e infine un trimestre, da ottobre a dicembre 1987, presso l’Università del Sussex.

E il progetto Erasmus prendeva l’avvio in quel periodo….
L’anno accademico 1987-88 segnò l’avvio del progetto Erasmus e, grazie alla disponibilità dei nuovi fondi, a noi studenti che partecipavamo al programma organizzato dall’Azienda per il diritto allo studio fu accordato un piccolo assegno aggiuntivo.

Chi furono i primi docenti a dare un voto riconosciuto poi da una università straniera?
All’Università del Sussex frequentai due corsi: Economia Internazionale, con Tony Venables – economista di notevole reputazione che in seguito si trasferì alla London School of Economics, ed Econometria, con Pat Rice. Quest’ultimo corso era frequentato anche da Lucia Bonanni, studentessa presso la Facoltà di Statistica dell’Alma Mater.

Come e quando avvenne il riconoscimento degli esami?
Rientrai in Italia appena terminato il trimestre, verso il 18 o il 19 dicembre, e immediatamente, al primo giorno utile (verosimilmente il lunedì 21 dicembre; sicuramente prima dell’interruzione natalizia) mi recai in università per chiedere il riconoscimento degli esami. Uno dei due mi fu registrato immediatamente. Un altro, dopo le vacanze natalizie. Non ricordo se il primo dei due riconoscimenti sia stato per Economia Internazionale, con il Prof. Giorgio Basevi, o per  Econometria, con il Prof. Guido Gambetta. La studentessa Lucia Bonanni, che privatamente ha confermato la mia  ricostruzione dei fatti, frequentò il solo corso di Econometria e ne ottenne il riconoscimento, col Prof. Attilio Gardini, in gennaio.

Tutto questo le permette di affermare di essere stato il primo?
Non con certezza, ma quasi. È molto improbabile che un altro studente abbia ottenuto anteriormente il riconoscimento per un esame all’interno del Progetto Erasmus. L’Università del Sussex era organizzata per trimestri, mentre molte altre università interessate erano organizzate per semestri o, magari, ancora su base annuale. Reputo impossibile che un voto finale di un corso potesse essere assegnato prima della settimana dal 14 al 18 dicembre del 1987, come avvenne nel nostro caso. Per ottenere il riconoscimento di un esame prima dell’interruzione natalizia erano disponibili soltanto tre giorni lavorativi: dal lunedì 21 al mercoledì 23 dicembre. Per ultimo, si deve tenere presente che il progetto Erasmus era ancora poco conosciuto: verosimilmente molti degli studenti all’estero, in quell’anno, frequentarono corsi, ma non sostennero gli esami finali, come era l’abitudine all’interno degli "scambi" pre-Erasmus".

Che bilancio ha tratto delle sue esperienze di studio all’estero?
Sono state tra gli eventi più importanti della mia vita. Sempre con il progetto Erasmus, in seguito trascorsi sei mesi in Belgio, poi ottenni il dottorato in economia all’Università di California a San Diego. L’insieme dei miei viaggi all’estero, che iniziai in quarta liceo trascorrendo un anno negli Stati Uniti, e una consuetudine mantenuta di intensi rapporti internazionali, mi permette di mantenere un punto di vista distaccato su molte questioni non soltanto nell’ambito professionale,  e nell’insieme ha definito il mio modo di vedere il mondo. Per quel che posso, incoraggio i miei studenti a tagliare il cordone ombelicale e a cogliere le opportunità di studio all’estero che vi sono. Innanzitutto, quelle offerte dal Progetto Erasmus, il cui ruolo è difficile sopravalutare.


Da questa ricostruzione del Professor Picci  emergerebbe che molto probabilmente Bologna è l’università del "primo studente Erasmus": lo studente che per primo è riuscito a farsi riconoscere un esame sostenuto all’estero all’interno del programma Erasmus, che Tony Venables o Pat Rice sono stati i primi docenti ad avere dato un voto poi riconosciuto da una università estera e che Giorgio Basevi o Guido Gambetta sono i primi docenti ad avere riconosciuto un voto assegnato da un collega di un’università straniera. Un altro bel primato per il nostro Ateneo.