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Apre i battenti l’Istituto Confucio, ambasciata culturale cinese a Bologna

La cerimonia inaugurale (lunedì 2 marzo, ore 16:30, Sala Armi di Giurisprudenza, via Zamboni 22), sarà seguita da uno spettacolo audiovisivo dell’artista Gianluca Cingolani, ispirato all’evoluzione della lingua scritta cinese
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Oltre a collaborare con l’università, insegnerà il mandarino alle imprese emiliano-romagnole che intrattengono rapporti commerciali con la Cina.

Si tratta del quinto Istituto Confucio in Italia e del 271° al mondo. Lo scopo primario di questi centri è la diffusione della lingua e della cultura cinesi. "L'apertura dell'Istituto è il coronamento del percorso iniziato quattro anni fa con la nascita dell'Associazione Collegio di Cina" commenta il prorettore alle relazioni internazionali Roberto Grandi. Sono ormai 500 gli studenti cinesi iscritti all'ateneo di Bologna e da qualche mese cominciano ad arrivare le prime lauree, in economia e comunicazione della moda. Un'azienda modenese che importa dalla Cina ha già messo gli occhi su uno dei primi allori con gli occhi a mandorla.

La costituzione dell’istituto è stata decisa da un accordo siglato a Pechino il 18 luglio 2008 dalla presidente dell'Ufficio Nazionale per l'Insegnamento del Cinese come Lingua Straniera (Hanban), Prof. ssa Xu Lin, e dal Prorettore alle Relazioni Internazionali dell'Alma Mater, Prof. Roberto Grandi. Questo Istituto, intitolato al grande pensatore dell'antica Cina, è un organismo tramite cui il grande Paese asiatico sta promuovendo nel mondo lo studio della sua lingua e della sua cultura. Dal 2004 sono sorti 271 Istituti Confucio nel mondo. Quello di Bologna è il quinto in Italia.

Per la costituzione dell'Istituto viene adottato il modello della cooperazione fra un partner cinese ed uno straniero. Normalmente si tratta di Istituzioni Universitarie. Nel caso dell'Istituto Confucio di Bologna, questo è sorto sulla base di un accordo di cooperazione scientifica, culturale ed accademica fra l'Università di Bologna e l'Università Renmin di Pechino, una delle più prestigiose in Cina, e sarà gestito dai due Atenei con il sostegno dell'Hanban.

Gli Istituti Confucio vengono creati con il primario obiettivo di divulgare la conoscenza della lingua cinese nel territorio di riferimento, supportando gli insegnamenti linguistici già operativi negli Atenei locali ed organizzando corsi di lingua a carattere non universitario, rivolti a chiunque sia interessato all'apprendimento e al perfezionamento del cinese. Inoltre le attività dell'Istituto consistono nella promozione di iniziative volte a diffondere una migliore conoscenza della civiltà, della cultura e della società della Cina antica e moderna, nell'organizzazione di progetti editoriali, di studio e di ricerca capaci anche di rafforzare e di facilitare la collaborazione e gli scambi di docenti e studenti tra gli Atenei fondatori.

Il 2 marzo 2009, il programma inaugurale dell'Istituto Confucio di Bologna avrà inizio con la cerimonia che si svolgerà nella Sala delle Armi della Facoltà di Giurisprudenza, Via Zamboni 22, a partire dalle 16.30.

Interverranno Pier Ugo Calzolari, Rettore dell'Università di Bologna, Roberto Grandi, Pro-rettore ai rapporti internazionali dell'Università di Bologna, Tang Zhong, Direttore dell'Ufficio Rapporti Internazionali della Renmin University, Yang Changchun, Direttore del Dipartimento Istruzione e Cultura dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia; Duccio Campagnoli, Assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna, Paolo Rebaudengo, Assessore all'Istruzione, formazione e lavoro della Provincia di Bologna, Gabriele Menegatti già Ambasciatore d'Italia nella Repubblica popolare cinese, Marina Timoteo e Xu Yumin, rispettivamente direttrice italiana e cinese dell'Istituto Confucio di Bologna.

La presentazione sarà seguita da una installazione audiovisiva del compositore e produttore Gianluca Cingolani, che da anni è impegnato in attività di ricerca e collaborazione con artisti cinesi. "Nel segno", questo il titolo dell'opera, rappresenta un percorso all'interno della lingua scritta cinese, ove la parola è simbolo, gesto stilizzato. Il lavoro evoca momenti della evoluzione del segno che attraverso i secoli prende forma, coscienza, diviene gesto pittorico ed espressione artistica.