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Istituto Confucio: la Cina a Bologna e in Emilia-Romagna

Ieri pomeriggio a Giurisprudenza la cerimonia inaugurale dell'Istituto Confucio di Bologna, nato dalla cooperazione tra Università di Bologna e Università Renmin di Pechino
Istituto Confucio

Sala Armi gremita ieri pomeriggio a Giurisprudenza per l'inaugurazione

dell'Istituto Confucio di Bologna: il quinto Istituto Confucio in Italia, il numero 271 nel mondo, nato dalla cooperazione tra Università di Bologna e Università Renmin di Pechino.

La struttura nasce, ha spiegato il prorettore alle relazioni internazionali Roberto Grandi, "per divulgare la lingua e la cultura cinese, non solo a Bologna ma in tutto il territorio dell'Emilia-Romagna". Un'iniziativa che si estende dunque oltre la collaborazione universitaria. "Questo - ha continuato Grandi - è il dono che oggi consegnamo a questo territorio, per ampliare l'interesse verso la Cina sia dal punto di vista economico, che culturale e sociale".

Obiettivo primario degli Istituti Confucio è la diffusione della lingua cinese nel territorio di riferimento. Inoltre, la promozione di attività che diffondano i tanti aspetti della cultura cinese. In questo, l'Alma Mater parteciperà attivamente, intensificando in questo modo i rapporti già avviati da tempo con la Cina: sono attualmente più di 500 gli studenti gli studenti cinesi a Bologna e oltre 200 i ragazzi italiani che studiano il cinese.

"L'apertura di questo Istituto - ha sottolineato Yang Changchun, direttore del Dipartimento Istruzione e Cultura dell'Ambasciata Cinese in Italia - è la testimonianza di una sinergia che già esiste e che sarà ora ulteriormente arricchita dal contributo significativo dell'Università di Bologna".