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Giappone e Italia: le arti del dialogo

E’ il titolo di un convegno internazionale e ora anche di un volume. Protagonisti di entrambi una serie di scambi tra Italia e Giappone, nati dall’impulso del famoso italianista Wada Tadahiko, formatosi anche a Bologna negli anni Settanta
stampa giapponese

La pubblicazione del volume Giappone e Italia le arti del dialogo – atti di un convegno tenutosi due anni fa qui a Bologna nel mese di novembre – è solo la più recente iniziativa tra quelle mirate a rinsaldare le relazioni tra l’Alma Mater e la Tokyo University of Foreign Studies (TUFS).

Se l’impulso alla nascita di queste relazioni deriva proprio da Wada Tadahiko, prorettore della TUFS e insigne italianista che si formò anche frequentando l’Alma Mater negli anni Settanta, sotto la guida del prof. Remo Ceserani, la concretizzazione del legame tra i due atenei si è avuta grazie all’impegno dei prorettori alle Relazioni Internazionali (il prof. Roberto Grandi prima e la prof.ssa Carla Salvaterra ora), del Dottorato in Studi Teatrali e Cinematografici coordinato dal prof. Marco De Marinis e del Corso di Laurea DAMS presieduto dal prof. Giacomo Manzoli.

I soldi li ha messi il ministero della Pubblica istruzione giapponese con il Distinctive University Educatio Support Program ed è nato così un convegno internazionale che ha portato a Bologna, nel novembre del 2008, studiosi interessati ad approfondire i legami tra due universi culturali profondamente attratti l’uno dall’altro. Cinema, letteratura, teatro, danza e arte hanno offerto molti terreni su cui confrontarsi. Gli studiosi giapponesi che hanno dedicato la loro ricerca alla cultura italiana e occidentale e quelli italiani che studiano il Giappone e l’Asia orientale hanno potuto condividere esperienze e percorsi di approfondimento.

Particolarità del convegno è stato l’ampio spazio dedicato ai giovani studiosi, tanto che a margine dell’iniziativa sono stati siglati due dottorati in cotutela nell’ambito di una convenzione specificamente redatta e supportata dall’International Training Program (ITP- Europa) e sponsorizzata dalla Japan Society for Promotion Science.

"L’auspicio – ci tengono a sottolineare Matteo Casari (co-curatore del convegno assieme al prof. Wada) e Giacomo Manzoli – è che i dottorati in cotutela possano aumentare e possano trovare attuazione anche per studenti dell’Alma Mater interessati a trascorrere un periodo di studi in Giappone". Su questo fronte infatti il problema della competenza linguistica non è affatto irrilevante.

E per il futuro? "E’ già allo studio per la fine del 2010 - anticipano i due docenti - un nuovo convegno che dovrebbe trovare nel Dipartimento di Italianistica la propria sponda bolognese e nella neoavanguardia degli anni Settanta il proprio fulcro di interesse primario".

Una nuova occasione, nel segno della continuità, per tesaurizzare quanto già fatto e spostare ancora in avanti il traguardo delle sinergie internazionali.