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Studiare all'Alma Mater tra il '38 e il '45

Una sezione dell'Archivio delle voci - raccolta di testimonianze orali nata dal laboratorio di Storia sociale "Memoria del quotidiano" - mette a disposizione i racconti di sedici persone che hanno studiato all'Università di Bologna durante la Seconda guerra mondiale
Studiare all'Alma Mater tra il '38 e il '45

Oggi hanno più di ottanta e in molti casi anche più di novanta anni, ma ricordano ancora bene quando ne avevano venti e studiavano all'Università di Bologna. Anche perché non erano anni per niente semplici: tra il 1938 e il 1945 l'Italia era in guerra.

Per capire com'era la vita da studenti universitari in quei tempi difficili e scoprirlo direttamente dalle voci dei protagonisti basta l'indirizzo internet dell'Archivio delle voci. Lì, nella sezione "Studenti Unibo '38-'45", sono a disposizione di tutti le testimonianze orali di sedici ex studenti dell'Alma Mater.

Un'Alma Mater diversa
"L'idea nasce in seguito alla mostra 'Università a Fascismo', esposta due anni fa nell'Aula Magna di Santa Lucia"
, spiega Paolo Sorcinelli. Docente di Storia contemporanea a Rimini, Sorcinelli è il responsabile del laboratorio di Storia sociale "Memoria del quotidiano", da cui nasce l'Archivio delle voci. "Siamo riusciti a individuare - anche grazie all'aiuto di UniboMagazine - sedici persone, tredici uomini e tre donne, che hanno studiato all'Università di Bologna tra il 1938 e il 1945. Persone molto anziane, custodi di testimonianze importanti". Dalle voci emerge l'immagine di un momento particolarmente difficile, ma ravvivato sempre da una luce di speranza. "Era un'Università molto diversa, sia per dimensioni e organizzazione, sia per il metodo di insegnamento e di studio. Entro cui si inserivano tutte le contraddizioni di quell'epoca, la propaganda fascista, le leggi razziali. Ma emerge anche quello che si aspettavano gli studenti di allora, l'idea di un futuro migliore".

Le fonti orali
E' un modo diverso, questo, di ricostruire la Storia, ma certo non meno utile o importante, spiega Sorcinelli
. "Queste interviste hanno la stessa dignità storica delle fonti scritte. Sono persone che raccontano le cose per loro più importanti, cose che appartengono al loro passato e che non vogliono vadano perdute. Le storie che una persona narra sono soggettive, così come un documento scritto risponde agli scopi di chi l'ha scritto in quello specifico momento. Le fonti orali hanno gli stessi limiti e gli stessi pregi di tutte le altre fonti storiche".

Memoria del quotidiano
L'Archivio delle voci nasce all'interno del laboratorio di Storia sociale "Memoria del quotidiano" e raccoglie testimonianze orali relative a diversi progetti
. L'ultimo pubblicato - il settimo - si chiama "Pescopennataro nel Novecento" e raccoglie le voci di dieci abitanti del paese di Pescopennataro, in provincia di Isernia, utilizzate da Alessandra Calise per la sua tesi di laurea in Storia sociale ("Questo è il paese di vecchi, di donne e di bambini. Pescopennataro nel Novecento"). Dal laboratorio "Memoria del quotidiano" è nato anche ImagoOnline, database di immagini fotografiche tratte da vecchi album di famiglia.