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MOISA ad Agrigento per studiare la musica dell'antica Grecia

L’associazione internazionale - con sede al Dipartimento di Beni culturali dell’Alma Mater - che promuove la ricerca sul ruolo della musica nella cultura greca e romana organizza il suo sesto meeting nell’antica colonia della Magna Grecia. Lo precede una mostra al Museo Archeologico della città siciliana. Entrambi gli eventi sono curati da Angela Bellia, assegnista di ricerca dell'Università di Bologna
Museo Archeologico Regionale di Agrigento. Cratere a campana attico a figure rosse. Inv. AG. 4688. Pittore di Kleophon. Fine V sec. a.C. Dalla necropoli di Contrada Poggio Giache di Villaseta (Agrigento). Suonatore di aulos in scena di sacrificio al santuario delfico.

Giovedì prossimo, 18 aprile, apre ad Agrigento la mostra "Musica e Archeologia nel Museo Archeologico Regionale 'Pietro Griffo' di Agrigento. Immagini, reperti e strumenti musicali". Il percorso tematico è curato da Angela Bellia, assegnista di ricerca al Dipartimento di Beni culturali dell'Università di Bologna. L'esposizione apre il terreno per un importante evento internazionale - ospitato sempre ad Agrigento dal 14 al 16 maggio - dedicato allo studio della musica nell'antica Grecia e nel mondo romano.

Si tratta del sesto meeting di MOISA, associazione internazionale che ha sede presso il Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna (Campus di Ravenna), che si propone di promuovere la ricerca nel campo della musica e in particolare sul suo ruolo nella società e nella cultura greca e romana. Il tema del meeting di Agrigento è "Musica, culti e riti dei Greci d’Occidente". A parlarne saranno studiosi che operano in diversi campi: filologico-letterario, teorico-musicale, storico-religioso, storico-artistico, antropologico, etnomusicologico, archeologico e iconografico.

Oltre a curare la mostra al Museo Archeologico, Angela Bellia è anche responsabile dell'organizzazione del meeting internazionale di maggio. "Agrigento - spiega - è stata una delle più importanti colonie della Magna Grecia ed è quindi un luogo assolutamente ideale per parlare e portare avanti gli studi dedicati alla musica antica". La mostra presenta una grande collezione di temi musicali rappresentati su diversi esemplari di ceramiche attiche e magnogreche e una straordinaria raccolta di statuette votive con raffigurazioni musicali. "La musica - dice ancora Angela Bellia - era un elemento presente in ogni contesto: durante i momenti religiosi, negli spazi di comunità, nei simposi. E rappresentarla sulle ceramiche che poi andavano a comporre i corredi funerari significava rappresentare l'appartenenza a una élite, voleva dire fare parte di un mondo colto e raffinato".

Nel corso del meeting di MOISA Angela Bellia presenterà anche i primissimi risultati del progetto di ricerca "Studio dei resti ossei e degli strumenti musicali contenuti nei corredi funerari", di cui è tutor la docente Unibo Donatella Restani. Il progetto è promosso dal Dipartimento di Beni culturali dell'Alma Mater e cofinanziato dalla Fondazione AGireinsieme, presieduta da Salvatore Moncada, che, sempre in occasione del meeting, ha istituito anche il Premio MOISA 2013. Il riconoscimento sarà attribuito alla migliore tesi di laurea magistrale, di specializzazione o di dottorato che abbia come tema la musica greca e romana e la sua eredità culturale.