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Antonio Trentanove e la scultura del settecento in Romagna

Autore: Stefano Tumidei a cura di Andrea Bacchi e Silvia Massari

Editore: Fondazione Federico Zeri 2016

Prezzo: 80€

Il volume ricostruisce il percorso artistico dello scultore riminese Antonio Trentanove (1742 circa – 1812), uno dei protagonisti della scultura neoclassica italiana al quale non era mai stata dedicata una trattazione di carattere monografico

Avviatosi all’arte in patria, a Rimini, Trentanove completò gli studi all’Accademia Clementina di Bologna, dove guardò in particolare al linguaggio nitido ma ancora memore di una felicità pittorica tardobarocca dei fratelli Gandolfi. Specializzatosi come scultore di figura, Trentanove realizzò numerose opere monumentali in tutti i maggiori centri della Romagna ma anche in Toscana, a Urbino e a Pesaro. In particolare, egli fu, insieme al pittore Felice Giani e agli architetti Giuseppe Pistocchi e Giovanni Antonio Antolini, protagonista della brillante stagione neoclassica a Faenza, dove interviene nei palazzi più importanti della città.

Il libro pubblica l’inedita tesi di specializzazione di Stefano Tumidei, brillante storico dell’arte e docente dell’Università di Bologna, prematuramente scomparso nel 2008. Lo studio di Tumidei è arricchito da un apparato di 450 immagini e dal catalogo completo delle opere di Trentanove, aggiornato e rivisto criticamente anche alla luce delle nuove acquisizioni al catalogo dell’artista. Di questo si dà conto nei saggi introduttivi firmati dai curatori Andrea Bacchi e Silvia Massari.

Stefano Tumidei (1962‐2008)
Dopo gli studi con Alessandro Conti, Massimo Ferretti e Anna Ottani Cavina, Stefano Tumidei diviene, nel 1994, conservatore presso i Musei Civici d’Arte Antica di Bologna. Dal 2000 al 2008 è docente di storia dell’arte moderna all’Università di Bologna, dove svolge un’attività scientifica di assoluto rilievo, documentata da numerose pubblicazioni su temi che vanno dalla pittura medievale alla scultura neoclassica. Negli stessi anni è stato consulente scientifico della Fondazione Federico Zeri. Nel 2011 è tato pubblicato il primo dei volumi che raccolgono i suoi scritti: Studi sulla pittura in Emilia e in Romagna. Da Melozzo a Federico Zuccari.

Andrea Bacchi

Insegna storia dell’arte moderna all’Università di Bologna e dal 2014 dirige la Fondazione Federico Zeri. Si è occupato inizialmente di pittura padana del Rinascimento; in seguito i suoi interessi si sono concentrati sulla scultura italiana dal Cinque al Settecento. È stato curatore di varie mostre fra cui si ricordano: La bellissima maniera. Alessandro Vittoria e la scultura veneta del Cinquecento (Trento, 1999), Rinascimento e passione per l’antico. Andrea Riccio e il suo tempo (Trento, 2008), I marmi vivi. Bernini e la nascita del ritratto barocco (Los Angeles, Ottawa, Firenze 2008‐2009).

Silvia Massari

Silvia Massari ha studiato a Ravenna con Stefano Tumidei e ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi Umanistici, discipline filosofiche, storiche e dei beni culturali presso l’Università di Trento, con uno studio sullo scultore bolognese Giuseppe Maria Mazza (1653‐1741). Nel 2015 è vincitrice di una borsa di studio della Fondazione Giorgio Cini di Venezia ‐ Istituto di Storia dell’Arte, per una ricerca su Giuseppe Maria Mazza e i disegni della raccolta Certani.

 

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