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La Ricerca Unibo va in scena con tre serate di suoni, immagini, parole

Sul palco del LabOratorio di San Filippo Neri, le conferenze dell’Alma Mater in forma di spettacolo per coinvolgere il pubblico sull’evoluzione della storia della terra, il destino dei mari e le città antiche scomparse

Parte giovedì 16 marzo, alle 21, il ciclo “La ricerca in scena” che coinvolge i ricercatori dell’Università di Bologna, chiamati dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con Mismaonda, per portare sul palco del LabOratorio di San Filippo Neri la narrazione del loro percorso di scoperta, in tre appuntamenti che li vedranno protagonisti. Un’iniziativa che rientra nell’ambito delle attività in preparazione della Notte dei Ricercatori 2017 (29 Settembre) e che ha l’obiettivo di portare a un pubblico vasto e variegato la Ricerca dell’Università.

In forma di originali e divertenti spettacoli verranno presentate alcune affascinanti e significative ricerche dell’Ateneo. Tre serate di suoni, immagini e parole per emozionare e coinvolgere nell’evoluzione della storia della terra raccontata attraverso i colori (giovedì 16 marzo - ore 21), nel destino dei nostri mari con un’immersione virtuale nel cratere vulcanico sottomarino di Panarea (giovedì 18 maggio - ore 21), passando attraverso la ricostruzione suggestiva di città antiche scomparse che gli archeologi sottraggono all’oblio (giovedì 11 maggio - ore 21).


Saranno viaggi che trattano di insoliti scenari e ambienti, raffinate strumentazioni e piccole ed enormi sfide tanto più coinvolgenti in quanto frutto del lavoro di ricercatori che intorno a noi e per tutti noi cercano di capire e di farci capire. Viaggi che raccontano la ricerca che fa ipotesi, cerca prove, dimostra teorie e ne indica di nuove, grazie all’impegno di quanti per mestiere indagano il mondo delle cose e delle idee.

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La ricerca in scena

dal 16 Marzo al 18 Maggio 2017

Oratorio di San Filippo Neri (Via Manzoni, 5 - Bologna)

Cosa precede la scoperta di un sito archeologico, di una nuova molecola o di un sistema di segni alfabetici? Come si arriva alla scoperta scientifica? Lo spiegano i ricercatori dell’Università di Bologna, attraverso una narrazione che con l’ausilio di luci, video, contributi sonori, filmati e azioni sceniche, ci guida dentro i meandri del loro percorso di studio

Da Marzabotto a Pompei

Con i ricercatori Giuseppe Sassatelli, Andrea Gaucci, Enrico Giorgi e con la collaborazione di Simone Garagnani e Michele Silani

16 Marzo 2017

La storia della terra a colori

ore: 21:00

Con la ricercatrice Barbara Cavalazzi

Vi siete mai fatti delle domande sul nostro pianeta? Vi siete mai chiesti che età ha la Terra, quando è nata, se è sempre rimasta uguale? Sarà ingrassata o dimagrita? Sarà invecchiata? Ma soprattutto ha sempre avuto lo stesso colore? Racconteremo la storia della Terra in fasi di colori partendo dalla casualità degli eventi geologici che attraverso la determinazione biologica ha portato allo sviluppo del nostro pianeta. Rosso come l’oceano di magma dell’inizio, il nero e il grigio delle prime rocce, il blu degli oceani e dell’ossigeno e il verde dello sviluppo della vita. E oggi come appare la Terra? Oggi la Terra appare come un pianeta "marmorizzato" (una Marble Bar!). Tuttavia, esistono ancora oggi luoghi sulla Terra che mostrano come era la Terra primitiva e sono i luoghi fra i più colorati esistenti al mondo.

11 Maggio 2017

Da Marzabotto a Pompei

ore: 21:00

Con i ricercatori Giuseppe Sassatelli, Andrea Gaucci, Enrico Giorgi e con la collaborazione di Simone Garagnani, Michele Silani

Alcune città antiche non sono sopravvissute sino a noi e anzi sono state sepolte. Da molti anni gli Archeologi dell’Università di Bologna sono impegnati sul campo in tanti siti del mondo per riportare in luce le storie delle città abbandonate e dei loro abitanti. Quali storie narrano Marzabotto e Pompei? La prima è una città nata con un complesso rituale di fondazione, tipico della disciplina etrusca ma che è alla base della genesi di tante città antiche e della stessa Roma. L’altra venne abbandonata repentinamente a causa di una improvvisa calamità naturale. In entrambi i casi l’archeologia, il racconto degli antichi e il supporto delle nuove tecnologie possono aiutarci a ricostruirne la storia.

18 Maggio 2017

Il cratere di Panarea: un viaggio nel mare del futuro

ore: 21:00

Con i ricercatori Stefano Goffredo, Valentina Airi, Erik Caroselli, Patrizia Neri e con la partecipazione di Chiara Marchini, Fiorella Prada (Marine Science Group). Con la collaborazione di Scientific Diving School

Quale sarà il destino dei nostri mari? Un’immersione virtuale nel cratere vulcanico sottomarino di Panarea rivela il destino dei nostri mari alla fine del secolo. Il cratere ha caratteristiche geofisiche uniche al mondo, con una continua emissione a temperatura ambiente di anidride carbonica, il principale gas serra responsabile del surriscaldamento e dell’acidificazione del mare: questo laboratorio naturale consente di osservare già oggi questi effetti, ricreando le condizioni previste dai climatologi più autorevoli. Un vero e proprio viaggio nel blu, in cui il pubblico entrerà in contatto con diversi aspetti della ricerca scientifica, partendo dal lavoro in campo fino all’interpretazione dei risultati ottenuti.

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