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Studenti tra Norcia e Camerino con la Fondazione Zeri Unibo

Una settimana nei luoghi del terremoto grazie alla Summer School di storia dell’arte promossa dalla Fondazione Zeri dell’Università di Bologna

Un gruppo di 25 giovani laureati provenienti da diversi atenei italiani ha partecipato alla seconda Summer School di storia dell’arte promossa dalla Fondazione Zeri dell’Università di Bologna: Tra Norcia e Camerino. Un terra ferita un patrimonio da salvare, a cura di Alessandro Delpriori e Andrea De Marchi, che si è svolta dal 2 all’8 luglio, con base a Spoleto, Norcia, Matelica, Camerino.

A poco meno di un anno dal sisma, che nell’ottobre 2016 ha sconvolto Marche e Umbria, gli studenti muniti di caschetto e guidati da docenti e specialisti si sono avventurati tra le macerie di Norcia, Visso, Macereto, Camerino per studiare in situ quello che resta di un patrimonio ricchissimo. Un patrimonio costituito non solo da celebri monumenti come la chiesa di San Benedetto a Norcia, ma anche da un fitto tessuto di borghi, pievi, santuari con cicli pittorici, sculture, dipinti in alcuni casi irrimediabilmente perduti.

Obiettivo del corso di alta formazione è stato il desiderio di portare un contributo concreto alla conoscenza e rinascita di questi luoghi, recandosi proprio nel cratere del terremoto del 26 e 30 ottobre, che non ha causato vittime ma ha inferto gravissimi danni al patrimonio artistico di quelle regioni. Toccare con mano quello straordinario museo diffuso formato da una costellazione di monumenti e opere che rendono unica l’Italia e ne rappresentano la Storia.


Tutto nel nome di Federico Zeri che per primo ha studiato con passione e intuizioni geniali l’arte e gli artisti di queste aree, ora non più considerate periferiche nella geografia della storia dell’arte.

Grazie alla collaborazione delle istituzioni, delle comunità locali, dei sindaci, dei Vigili del Fuoco, è stato possibile rendere gli studenti protagonisti di questa esperienza di conoscenza profonda e di forte impatto emotivo. Si cerca così di lanciare la sfida per una valorizzazione rispettosa delle identità e dei contesti che potrebbe divenire un modello.

Il programma, fittissimo, ha alternato visite ai monumenti a lezioni frontali ospitate a Spoleto nella Rocca Albornoz, a Norcia nel nuovissimo Centro polifunzionale progettato dallo studio Boeri, a Matelica in Palazzo Ottoni e presso il Campus dell’Università di Camerino. Particolarmente interessante il sopralluogo al deposito di sicurezza per i Beni culturali di Santo Chiodo, a Spoleto, guidati dai funzionari della soprintendenza e dal soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, Marco Ciatti. Il deposito attrezzato, costruito dalla Regione Umbria per il terremoto del 1997, è dotato delle più moderne tecnologie per il ricovero, condizionamento e primo restauro delle opere d’arte terremotate rimosse da chiese e musei, che ora ammontano a oltre 4.500 pezzi.

La Fondazione Federico Zeri promuove da anni un’intensa attività di alta formazione nel campo della storia dell’arte. Le Summer School nascono nel 2016 proprio con l’intento di approfondire temi legati all’arte nelle Marche e nell’Umbria, cari agli studi di Zeri.

La Summer School è stata possibile grazie al contributo di Xanitalia e degli Amici di Federico Zeri.