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La sharing economy arriva in spiaggia: una app per trovare l'ombrellone

Si chiama Marina ed è cresciuta dentro l’incubatore d’impresa Cesenalab. È già attiva su una trentina di stabilimenti della riviera romagnola


Siete arrivati in spiaggia ma non riuscite a trovare un ombrellone libero? Niente paura: c’è Marina, la app che applica il meccanismo della sharing economy alle esigenze dei bagnanti estivi.

Nata da un’idea di tre ragazzi cesenati, Marina è cresciuta dentro Cesenalab, l’incubatore di impresa fondato da Università di Bologna – Campus di Cesena, Comune di Cesena e Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, e da pochi giorni è disponibile gratuitamente sui principali app store online.

I tre ideatori sono Jader Zani, Andrea Pagliarani e Davide Santoli, amici di lunga data e fondatori del collettivo creativo Domani Studio. “L’idea è nata da una nostra esigenza”, racconta Jader Zani, in tasca una laurea Unibo in Scienze della Comunicazione. “Da sempre frequentiamo la stessa spiaggia e lo stesso bagno a Cesenatico, ma fino a poco fa passavamo il tempo soprattutto tra i campi sportivi e lo spazio del bar. Quando però Andrea è diventato papà le esigenze sono cambiate: avere un ombrellone a disposizione è diventato fondamentale”.

Non sempre però è facile trovare uno spazio libero in spiaggia, soprattutto se lo si cerca solo per un giorno. “Molti ombrelloni – continua Jader – sono prenotati per tutta la stagione, ma ovviamente ci sono giorni in cui non vengono utilizzati. Così capita che il gestore di uno stabilimento si ritrovi a dover mandare via bagnanti in cerca di un posto in spiaggia anche quando ci sarebbero in effetti ombrelloni liberi”.

Marina parte da qui, mettendo in collegamento i gestori degli stabilimenti balneari con gli “stagionali” - quelli che prenotano un ombrellone per lunghi periodi, spesso anche tutta l’estate – e offrendo ai bagnanti occasionali un posto in spiaggia a prezzo scontato.

“Con la nostra app gli ‘stagionali’ possono mettere a disposizione il loro ombrellone segnalando i giorni in cui sanno che non andranno al mare. Dall’altro lato chi è in cerca di un ombrellone può vedere le disponibilità e prenotare il proprio posto in spiaggia con uno sconto che può andare dal 30 al 40 per cento del prezzo intero”. Ci guadagna il bagnante occasionale, ci guadagna il gestore dello stabilimento e ci guadagna lo ‘stagionale’, che ottiene bonus in denaro spendibili presso lo stabilimento stesso. “Abbiamo contattato diversi stabilimenti e siamo in contatto anche con le cooperative di gestori: la risposta è stata molto positiva”.

Per quest’estate Marina è attiva su una trentina di bagni della costa romagnola. “Siamo in fase di test – dice ancora Jader – e a settembre speriamo di poter raccogliere feedback, consigli e suggerimenti da parte sia degli stabilimenti che dei bagnanti, in modo da poter perfezionare al meglio la app. L’obiettivo è aprire il servizio su tutto il territorio nazionale a partire dalla prossima stagione”.

Anche perché i tre giovani startupper non hanno intenzione di fermarsi agli ombrelloni. “In futuro, vogliamo arrivare ad uno strumento che possa gestire tutti i servizi accessori dei bagni, dal noleggio dei pedalò alla prenotazione dei tavoli per il pranzo o la cena. Inoltre, stiamo pensando ad un software specifico grazie al quale i gestori possano mappare gli ombrelloni e gestire in modo semplice e veloce prenotazioni e presenze: oggi, spesso, gli stabilimenti usano un foglio di carta con dei quadrati e delle scritte a matita…”

Insomma, le idee ai tre di Marina non mancano: un’attitudine che l’esperienza all’Alma Mater ha contribuito a coltivare e a sviluppare. “L’Università mi ha aiutato molto”, conferma Jader. “Ti insegna a farcela con le tue forze e ti dà una direzione verso cui applicare nel mondo del lavoro quello che hai studiato. In più, hai la possibilità di conoscere persone in arrivo da tutta Italia e da tutto il mondo, e questo ti aiuta molto ad uscire dal contesto, a volte piccolo, da cui arrivi e in cui sei cresciuto”.