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Inaugurata la "Biblioteca Massimo Pavarini" alla Dozza

Donati alla Casa circondariale di Bologna oltre 2.500 volumi della biblioteca giuridica del professore di diritto penale e penitenziario dell'Alma Mater, Massimo Pavarini, scomparso nel 2015

E' stata inaugurata, oggi, la "Biblioteca Massimo Pavarini" presso la Casa circondariale di Bologna “Dozza”, grazie alla donazione del prof. Massimo Pavarini, docente di diritto penale e penitenziario dell'Università di Bologna. Un dono che il docente aveva pianificato prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2015, e che ha portato avanti la moglie Pirchia Schildkraut Pavarini.

Una nuova biblioteca per la Casa circondariale di Bologna costituita da una raccolta di 2.500 volumi, 300 circa dei quali non reperibili in altre biblioteche italiane o europee. A questi si aggiungono 300 estratti, 40 titoli di riviste e materiale audio-video con la registrazione di un corso accademico di Criminologia e diritto penale tenuto dal 1° settembre al 3 ottobre 2008 a Curitiba, nell’Università Federale del Paranà.

Durante l'evento di inaugurazione, che si è svolto stamattina alle 10 presso la Casa circondariale di Bologna “Dozza”, sono intervenuti Roberto Pandolfi, in rappresentanza di Riccardo Turrini De Vita, Dirigente Generale, Direzione Generale della Formazione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria; Claudia Clementi, Direttrice della Casa Circondariale di Bologna; la moglie del prof. Pavarini, Pirchia Schildkraut-Pavarini; Guglielmo Pescatore, Presidente del Sistema bibliotecario d’Ateneo; Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale; Nicoletta Sarti, Presidente della Scuola di Giurisprudenza dell'Università di Bologna; Giorgio Basevi, Delegato del Magnifico Rettore per il Polo Universitario Penitenziario; Marcello Marighelli, Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale per la regione Emilia-Romagna; Stefano Anastasia, Presidente della Associazione Antigone nonché de La Società della Ragione; Dario Melossi, docente dell’Università di Bologna; Carla Faralli, docente dell’Università di Bologna; un detenuto.

Tutto il materiale donato dal prof. Pavarini, schedato dagli uffici dell’Università di Bologna, sarà inoltre visibile nel Sistema Bibliotecario di Ateneo e sarà accessibile a tutti gli interessati, anche esterni al carcere. L’opera di classificazione è stata presa in carico dall’Area dei sistemi diparti-mentali e documentali, coadiuvati dalla direzione della Biblioteca dell’Istituto giuridico A. Cicu, destinatario del lascito ereditario. La direzione della casa circondariale di Bologna ha messo a disposizione uno spazio ampio e luminoso per la sistemazione dei volumi.

Massimo Pavarini

Nato a Bologna il 3 marzo 1947, Massimo Pavarini si è laureato in Giurisprudenza nell'anno accademico 1970-71. Dopo avere coperto successivamente i ruoli di ricercatore, professore incaricato e quindi di professore associato nelle discipline penalistiche, è stato professore ordinario nel raggruppamento disciplinare presso la Facoltà di Giurisprudenza di Bologna, dove ha insegnato Diritto Penitenziario, Istituzioni di Diritto Penale e il sistema sanzionatorio nei corsi di Diritto Penale. E' scomparso il 29 settembre 2015, a 68 anni.

Nella sua carriera di docente e di studioso è stato uno dei protagonisti delle attività della Scuola penalistica di Bologna, fondata e guidata da Franco Bricola. Ha poi avviato e mantenuto rapporti di stretta collaborazione e fertile scambio con Alessandro Baratta, a lungo direttore dell’Institut für Rechts- und Sozialphilosophie di Saarbrücken. I suoi interessi di ricerca si sono ben presto concentrati sul tema della pena detentiva, studiato criticamente con approccio sia teorico sia empirico. Le sue pubblicazioni hanno varcato i confini nazionali; sono state tradotte in varie lingue e ricevendo ampia diffusione specialmente nei Paesi dell’America Latina.